Il potere terapeutico della musica - Fabrizio Biliotti

Il potere terapeutico della musica - Fabrizio Biliotti

Ritmo, melodia e armonia: l'equilibrio fra questi tre elementi è fondamentale. 

Anche  in inglese

 

IL POTERE TERAPEUTICO DELLA MUSICA: LA PROSPETTIVA DELLA TRILOGIA ANALITICA SULL’INFLUENZA DELLA MUSICA NELLA VITA PSICHICA E IL SUO COLLEGAMENTO CON L’UNIVERSALE

Fabrizio Biliotti

1) LA MUSICA, IL COLLEGAMENTO CON LA REALTÀ TRASCENDENTALE 

Le arti sono direttamente collegate alla nostra vita psichica. Per questo non potremmo immaginare la nostra vita senza la musica, la pittura, la letteratura, il cinema e così via. Ma perché le arti sono così importanti per la nostra vita, ancorché non lo percepiamo? L’artista attraverso il suo lavoro capta la dimensione reale dell’esistenza di tutte le cose, inclusa l’esistenza umana: quella trascendentale, psichica o energetica. Essenzialmente significa che utilizziamo termini diversi per mostrare che stiamo parlando esattamente della medesima realtà, ovvero quella teologica, filosofica e scientifica.

 

La percezione di tali realtà attraverso l’artista consentono all’osservatore di essere partecipe di tale dimensione umana che è buona, bella e vera. Questa è una realtà in cui siamo continuamente immersi, ma di cui abbiamo perso coscienza a causa dell’invidia e della censura, riducendo la nostra esistenza solo agli aspetti e alla parte sensoriale. E’ per questa ragione che quando ascoltiamo una musica bellissima, guardiamo un bellissimo dipinto ci sentiamo toccati e ci sembra di entrare in un mondo apparentemente sconosciuto. Tale mondo ci pare essere totalmente distante nonché antitetico alla nostra “realtà” quotidiana, formato da valori completamente diversi.

Commettiamo sempre un errore quando pensiamo che la musica, la pittura ci conducano ad un mondo di fantasia un mondo che consideriamo molto più bello se messo a confronto con la bruttezza della nostra realtà esistenziale quotidiana.

 Ciò che l’arte ci dimostra è il mondo della realtà, o per lo meno come dovrebbe essere, in contrasto con l’enorme fantasia in cui viviamo. La vita economica, così come quella religiosa, quella politica e sociale, sono completamente fuori dalla realtà in quanto: 

  1. la gente è subordinata a alcuni gruppi di individui estremamente malati;
  2. si evita di portare a compimento il lavoro, al fine di non lasciare scappare il potere dalle mani di pochi individui
  3. e la cosa peggiore è che qualsiasi tipo di attività viene svolta per distruggere l’uomo e non per aiutarlo”.

(Norberto Keppe - Sociopatologia – pag. 102) 

Nello stesso libro, lo scienziato e psicoanalista brasiliano scrive quanto segue:

 “E’ necessario correggere un grosso errore che è stato commesso contro gli artisti nell’affermare che essi vivano al di fuori dalla realtà. Al contrario essi sono esattamente coloro che aprono a tutti gli altri, il mondo della realtà. E’ per questo che il romanzo/narrativa, la musica, la pittura, la scultura e l’architettura sono veramente apprezzate, mentre un libro di “pura scienza” è del tutto privo d’interesse. Voglio dire che è attraverso i sentimenti unitamente all’intelletto che la verità entra nella civiltà e solamente l’individuo che accetta di vivere le emozioni è in grado di andare a fondo nella realtà. (Norberto Keppe - Sociopatologia – pag. 102) 

Siamo abituati a sentire spesso che grandi artisti e compositori come Bach, Mozart, Beethoven, Verdi, Puccini e così via, hanno composto opere ”eterne”. Tale eternità deriva dal fatto che contengono qualcosa che sta fuori dal tempo e dallo spazio, poiché attraverso queste opere sono stati capaci di creare un legame tra il trascendente e la parte più meravigliosa ed intima dell’essere umano che è la coscienza. Le arti rappresentano un collegamento con qualcosa di superiore (qualcosa che esiste in noi indipendentemente da noi e dalla nostra volontà): la nostra vita psichica.

Ecco perché qualsiasi tipo di suono, immagine profumo/aroma ci risveglia ricordi, pensieri, sentimenti che non sono presenti in quel momento particolare, ma che sono “dormienti” profondamente dentro di noi. Tali suoni, immagini, e colori hanno in comune il fatto di essere tutte manifestazioni di energia e pertanto è possibile misurarne la frequenza grazie alle loro vibrazioni.

La nostra psiche vibra e risuona con l’energia trascendente derivante dalle opere d’arte e catturate dal cervello, aprendo così un vortice verso una dimenticata (incoscientizzata) ed imperitura esistenza: la coscienza. E tale realtà trascendente è fatta di energia, energia scalare, così come la chiamava il fisico croato Nikola Tesla, un’energia essenziale secondo le ricerche di Keppe.

 Oggi tutte le aree dell’attività umana sono basate sulla filosofia di orientamento aristotelico. “Aristotele considerava la fisica come il primo grado di astrazione, la matematica come il secondo e la metafisica il terzo. Credo invece che la scienza sperimentale costituisca il primo tipo di conoscenza, la filosofica (e l’estetica) il secondo e la metafisica il terzo. (Norberto Keppe - Metafisica I –La liberazione dell’essere - pag. 20). 

L’Estetica, in quanto arte e non la matematica, rappresenta il legame fondamentale tra il trascendentale e l’organico e la vita sensoriale. La grande inversione nel pensiero Aristotelico-Tomistico ha fatto sì che la matematica e le cosiddette “scienze esatte” fossero considerate la base della realtà, e quindi la causa di un’enorme “schizofrenia” delle scienze, della vita sociale e anche delle stesse arti. Tale fatto può facilmente essere osservato attraverso due grandi tendenze peculiari allo sviluppo della musica erudita così come alla musica pop, specialmente durante il XX secolo.

Prima di tutto le ricerche nel campo della musica hanno mirato a superare i limiti delle cosiddette “regole eterne” secondo quanto scritto da Arnold Schonberg nella sua introduzione a “Theory of Harmony” (teoria dell’armonia). Tali ricerche approdarono a un sistema di composizione musicale basato esclusivamente su principi matematici: dodecafonia. Dall’altro lato c’era anche l’affermazione della matematica nel campo della musica attraverso l’introduzione di strumenti e supporti digitali.

Entrambi i casi confermano quanto spiegato da Keppe nel suo libro “Sociopatologia” riguardo al predominio della matematica nell’orientamento filosofico. Tale orientamento influenzò tutti gli ambiti sociali inclusa la musica e l’arte.

 Platone aveva una concezione mistica della matematica, che aveva la sua origine dalla teomania. Aveva confuso Dio con il suo io-interiore e siccome tale scienza è creata dalla mente umana, gli attribuì un carattere divino.(Norberto Keppe - Sociopatoligia - pag. 18). “Noi possiamo affermare che la matematica rappresenti il mezzo attraverso il quale l’essere umano ha aperto un sentiero per mettere in pratica la sua intenzione di sostituire Dio con se stesso data la sua forte invidia del Creatore”.

(Norberto Keppe – Sociopatologia – pag. 23)

 

Così la teomania è il grande problema dell’umanità e si manifesta attraverso una negazione, omissione o distorsione della realtà. E come si manifesta questa teomania nella musica? Avviene attraverso la distorsione dell’amore, della ragione e della bellezza che sono, secondo Keppe, l’Essere-In Se Stesso. Questi tre elementi devono essere unti per ottenere un tipo di musica capace di connetterci con ciò che è superiore. E’ possibile trovare una corrispondenza tra i tre elementi dell’Essere ed i tre elementi fondamentali della musica: la melodia (l’amore), il ritmo (la ragione), e l’armonia (l’estetica, la bellezza). Di questi tre aspetti dell’Essere l’amore è il più elevato ed il più vicino al Creatore. E nella musica, la prima cosa che ricordiamo è la melodia. È la melodica che risveglia in noi sentimenti ed emozioni che ci conducono verso il mondo reale che, in maniera invertita, noi consideriamo essere quello artificiale. Tuttavia per essere intelligibile la musica necessita di un componente logico, che è, il ritmo. E finalmente, unendo questi due elementi raggiungiamo l’armonia, che rappresenta il terzo elemento fondamentale della musica, per il suo legame con l’estetica e la bellezza. L’equilibrio tra questi tre elementi è fondamentale: come è possibile cantare una canzone senza la melodia? Come è possibile ricordarsi e cantare una melodia dissonante? Come è possibile cantare una melodia a cui manchi la parte ritmica?

 

La struttura del cervello umano sembra confermare che gli uomini sono creati per essere costantemente a contatto con la realtà, ovvero con il trascendente. Sappiamo che la parte destra del nostro cervello è collegata agli affetti (melodia), mentre la parte sinistra è collegata all’intelletto (ritmo), ma che i nostri sentimenti e pensieri sono corretti solamente quando funzionano entrambe le parti insieme (armonia, estetica). E’ per questo che il nostro cervello rappresenta la nostra vita psichica e costituisce una finestra per il mondo trascendentale, che è appunto quello reale.

Norberto Keppe nel suo libro “Metafisica Trilogica II – Fenomeni Sensoriali e Trascendentali” scrive:

 

Non è il cervello che crea i pensieri ed i sentimenti. Semplicemente li riceve dal mondo esterno nella forma di energia, e li trasforma in base alle funzioni istintive, sensoriali, sentimentali ed intellettuali”.

  2) MUSICA E STRESS: COME LA MUSICA PUÒ INFLUENZARE LA NOSTRA SALUTE 

Senza alcun dubbio la musica è una delle forme di espressione più affascinante dell’essere umano e del suo essere interiore e allo stesso tempo nasconde molti misteri. Quando parliamo di arte, non possiamo fare a meno di pensare come sia estremamente e profondamente connessa con sentimenti, momenti di felicità, tristezza e così via. C’è sempre una musica che accompagna i diversi momenti della nostra esistenza. Secondo lo scienziato brasiliano Norberto Keppe, “l‘estetica non è qualcosa che esiste a parte rispetto alla vita, ma è un fondamento”.

Vi sono tre fattori totalmente indipendenti, che possono essere considerati emanazioni di Dio e la base della nostra vita: la bontà, la verità e la bellezza. Sono connessi l’uno all’altro e “ciascuno non può esistere senza gli altri due allo stesso momento” (Norberto Keppe Sociopatologia – pag 111 -). Qualsiasi malattia psichica, sociale ed organica trae la sua origine dalla mancanza di uno di questi tre elementi. Per esempio, se la musica od un’opera d’arte non sono belle, non sono nemmeno vere e buone; se non sono vere, non sono né belle né buone allo stesso tempo; e se non sono connesse alla bontà non sono nemmeno belle né vere. Essendo collegate al”Essere in Se Stesso” attraverso questi attributi “la musica, la pittura, la scultura, la scrittura, il teatro e perfino il cinema costituiscono un portale aperto a tutto ciò che è divino”. (Norberto Keppe Sociopatologia, pag 113 –). Così, se l’essere umano distorce uno di questi tre elementi, sta distorcendo tutti e tre questi elementi allo stesso tempo, considerando che sono la base della nostra vita e della nostra salute.

 

Gli effetti della musica sulla nostra salute sono più grandi di quanto possiamo immaginare e necessitano di uno studio approfondito: quest’ultimo deve essere basato sugli universali (bontà, verità e bellezza), che hanno origine in un livello trascendentale superiore. Questi studi non possono essere limitati alla semplice osservazione dei sintomi o delle conseguenze. In questo senso, la scoperta fondamentale nel campo della psicopatologia, è quella dell’inversione fatta da Norberto Keppe nel 1977:

“Il primo passo verso la percezione dell’origine della psicopatologia, è stato quello dell’inversione psicologica, attraverso cui tentiamo di mettere tutto sotto-sopra nel nostro io-interiore.: la fantasia è eccellente, la realtà pericolosa: l’amore è un danno e l’odio qualcosa di buono; la pazienza è una perdita di energia, e l’intolleranza il progresso e così via”. (Norberto Keppe La Glorificazione, pag 16). In altre parole, l’essere umano percepisce tutto al contrario: ciò che è buono come qualcosa di pericoloso e ciò che è pericoloso come qualcosa di vantaggioso.

 Pertanto, è estremamente importante percepire come tale inversione pervada le canzoni popolari moderne. Nell’articolo “Gli effetti della musica rock” il Dott. Samuel Bacchiocchi si riferisce al ritmo della musica come a qualcosa che contiene un’inversione. Se consideriamo il ritmo quaternario della musica rock moderna (4/4 f.i.), la naturale accentuazione si dovrebbe posare sulla prima e sulla terza battuta: 1, 2, 3 ,4. Nella musica rock accade invece l’esatto contrario e l’accentuazione è la seguente 1, 2, 3, 4.

Apparentemente sembra qualcosa di innocuo a cui noi tutti ci siamo abituati: a casa, nei negozi, nei supermercati e così via. Siamo abituati ad ascoltare tali battute. Ma in questo articolo Bacchiocchi spiega quanto segue:

 Invertendo la sequenza dei battiti, la musica rock fa sì che il ritmo divenga la parte più importante del suono producendo un conflitto con il naturale ritmo ciclico del corpo (ciclo bioritmico). Tale effetto è meglio conosciuto come ‘battito nero’ e causa una tensione nervosa …perché va contro il ritmo cardiaco del cuore e di altri ritmi del nostro corpo”. Infatti la psichiatra Vera Bell ha scoperto che l’inversione stimola il meccanismo di stress aumentando la velocità del ritmo cardiaco: “una delle più importanti valvole di scarico dell’adrenalina derivante dallo stress nervoso è dovuta alla musica aritmica così come a quella dissonante”. 

Secondo le scoperte di Keppe vi sono tre possibili situazioni che dimostrano la distorsione dell’equilibrio nella musica moderna:

 

1)     la mancanza di melodia (bontà) che è collegata all’emisfero destro del cervello e pertanto responsabile della sfera dei sentimenti;

2)     l’inversione del ritmo (verità) che è collegata all’emisfero sinistro del cervello ed è responsabile della sfera dei pensieri;

3)  la dissonanza dell’armonia (estetica, bellezza): tale fatto dimostra che la musica è totalmente collegata alla nostra essenza, che era originariamente buona vera e bella.

 

Quando l’equilibrio tra questi tre elementi viene rotto, il meccanismo di stress nell’essere umano viene attivato. Nel suo libro “Guarire con la CoscienzaClaudia Pacheco scrive:

 Lo stress è causato dallo sforzo compiuto dall’organismo per proteggersi dalle aggressioni dell’ambiente…Tuttavia, quasi tutti gli stress che hanno luogo in un paziente, sono causati da fattori psicologici”. 

Nella musica moderna possiamo osservare due tendenze interessanti:

 

1)     nella musica techno o nella musica heavy metal per esempio, c’è un effettivo dominio della componente ritmica (collegata all’emisfero sinistro del cervello – pensiero, intelletto) a scapito della melodia (sentimento, amore).

2)     Lo stesso accade, in molte musiche meditative dove possiamo osservare l’uso della melodia (collegata all’emisfero destro – sentimenti, amore) che ha spesso un ritmo indecifrabile. Poiché la nostra mente capta la realtà come un tutt’uno, non è possibile pensare ad una forma di arte vera, che sarebbe parziale (esclusivamente basato o sui sentimenti o sull’intelletto). Se accadesse ciò ci sarebbe un’alterazione del processo di comprensione della realtà e di conseguenza un’alterazione delle funzioni del nostro corpo, che ci porterebbe ad avere serie conseguenze sulla salute.

 

Nel libro Metafisica Trilogica III (Guarire per mezzo delle Forze Energetiche, l’Autentica Medicina – a pagina 121) Norberto Keppe scrive:

 Anche se la caratteristica dell’emisfero sinistro del cervello è quello di essere logico e quella dell’emisfero destro di essere artistico, la profondità del pensiero (genialità) o l’equilibrio, sono direttamente collegati all’armonico sviluppo di entrambi”. 

Non è per caso che lo psicanalista Nord Americano John Diamond ha provato che l’anapestico (battuto a rovescio) battito della musica rock (da, da, DA), può “intensificare lo stress e la rabbia, ridurre l’efficienza, aumentare l’iperattività, risvegliare la forza muscolare ed ancora avere un ruolo importane nella delinquenza giovanile del giovane ascoltatore”. Le ricerche di Diamond dimostrano chiaramente che la musica, in cui prevale il ritmo, provoca una rottura della sincronicità dei due emisferi del cervello, che egli ha chiamato “switching of the brain”. Sembra che questa rottura di sincronicità dei due emisferi metta il cervello in uno stato di allerta, stimolando il meccanismo di stress nella persona. Secondo Diamond, in quanto opposto al battito cardiaco, il ritmo anapestico (battuto a rovescio) porta all’accelerazione del battito cardiaco nel tentativo del cuore di sincronizzarsi con il ritmo della musica che viene suonata. Tale fatto risulterebbe da una serie di effetti collaterali quali la difficoltà a rilassarsi, la ridotta capacità di prendere decisioni al lavoro, conseguenze nel sistema cardiaco e nell’indebolimento muscolare dovuto alla frequenza dissonante e stridente di questo tipo di musica. Tutti questi fattori sottopongono l’essere umano a un grande stress. Tuttavia tali scienziati, pur dando un grande contributo alla comprensione dei processi psicologici, non sono in grado di spiegare l’origine di tale squilibrio.

 

Nel libro “Guarire con la Coscienza – Teomania e Stress” di Claudia Pacheco, la psicoanalista brasiliana afferma che la teomania (Theo=Dio, mania=mania, mania di credersi un dio) è la causa fondamentale dello stress. I sintomi fisici dello stress non sono altro che la conseguenza di qualcosa che ha avuto la sua origine ad un livello superiore che è psico-spirituale. La musica agisce nel nostro interiore, indipendentemente dalla tipologia, poiché risveglia qualcosa che è già presente dentro di noi: essendo direttamente collegata con il trascendente, la musica è sempre una forma di trasmissione di un messaggio, un’intenzione. Così avviene sempre un’identificazione tra l’intenzione che la musica manifesta e l’intenzione dell’ascoltatore attraverso il meccanismo della risonanza. Infine, se una musica ci piaccia o no, non dipende dal fatto che i gusti sono relativi, ancor meno dal fatto che la bellezza sia relativa. Secondo quanto spiegato da Norberto Keppe nel suo libro “L’Uomo Universale”, la bellezza e la verità sono l’Essere, e pertanto sono assoluti e non relativi. E’ per questo che il gusto dipende da un livello di accettazione più o meno ampio di tali concetti universali. La persona più equilibrata è in grado di riconoscere la buona musica perché non nega a se stesso ed alla propria vita la bellezza, la bontà e la verità – che sono anche dentro di lui - trasmessagli dalla musica. Al contrario, una persona molto malata si identificherà solo con quel tipo di musica che risuona nel suo interiore. Tuttavia, a causa dell’inversione psicologica, troverebbe fantastico pensare che una buona musica è di vecchio stile, sentendosi perfino irritato di fronte ad essa.

E perché accade ciò? Perché la malattia è la negazione della bellezza, bontà e verità che sono l’Essere in Se Stesso, considerando che il più grande problema dell’umanità è l’invidia verso Dio, che Keppe chiama Teomania. Di conseguenza, per apprezzare la bella musica, una persona molto invidiosa dovrebbe riconoscere (coscientizzare) quanto distorce la propria bellezza. E’ per questa ragione che si sente irritato e non sopporta la seguente coscientizzazione: la bellezza della musica opera come uno specchio che riflette quanto egli rifiuti la propria vita. Come conseguenza egli distorce ciò che è. Ci ricorda un po’ Lucifero, un angelo di musica e luce – che dopo aver rifiutato Dio, sentendosi superiore a Lui, decadde distruggendo il proprio essere e volendo farla finita con la bontà, la bellezza e la verità dell’essere umano e del mondo.

 

Una conseguenza di tutto ciò è che il meccanismo di stress non è generato da un livello organico ma dal livello psicologico. Per via delle sue attitudini patologiche (nevrosi e psicosi) la persona è costantemente stressata, in agitazione, in uno stato di odio e rabbia. Proprio per questa ragione, questo tipo di persona ama e si “sente bene” ascoltando una musica agitata e dissonante: se consideriamo questo tipo di musica come una distorsione della vera musica, la persona non avrà bisogno di percepire la propria invidia ed il grado di distorsione con cui ha già deturpato il proprio interiore. Pertanto una persona sceglie questa musica poiché è già stressata, sperando di stare lontano dalla realtà, dalla coscienza, ovvero da tutto ciò che è la sua vita interiore, potendo quindi dare libero sfogo a tutta la propria follia.

Il fatto di ascoltare costantemente questo tipo di musica può, ovviamente, incrementare lo stress causando – secondo quanto ha individuato la psichiatra Verle Bell – un aumento dell’adrenalina e della produzione di altri ormoni. Nel libro “Guarire con la Coscienza” Caludia Pacheco scrive quanto segue:

 Entrambe, la rabbia e la paura, scaricano automaticamente una reazione ormonale nell’organismo, che avviene ad un livello fuori della percezione della persona ….La rabbia è responsabile della liberazione di adrenalina e noradrenalina nella circolazione del sangue. Tra le altre cose, la paura provoca la secrezione di acetilcolina e adrenalina”. 

Roger Liebi un musicista svizzero mostra che “anche la percentuale delle pulsazioni aumenta la pressione del sangue. E ne consegue una produzione di adrenalina. Questo processo è un meccanismo di difesa contro lo stress, che aiuta il corpo a mantenersi in allerta aumentando il flusso di sangue nei muscoli, aiutando così l’ingresso dell’ossigeno”.

 

L’alterazione del sistema ormonale può portare ad uno squilibrio del sistema immunitario con conseguenze pericolose per l’organismo portando anche ad una dipendenza, come descrive Samuel Bacchicocchi nel suo articolo:

 

“Il risultato è un cambiamento nell’adrenalina che si trasforma in un’altra sostanza chimica chiamata andrenocromo (C 9H9 O3 N). In verità questa è una droga psichedelica simile all’LSD, alla mescalina, STP e ciclocibina. Tuttavia l’adrenocromo è una componente più debole rispetto ad altre, ma i test dimostrano che crea una dipendenza come le altre droghe….Non è a caso che persone durante i concerti rock o in discoteche si esaltano e perdono il controllo di ciò che fanno”.

 

Ecco perché non è necessario prendere droghe o bere troppi alcolici per raggiungere un’alterazione psichica ed organica, che sono la causa di molti litigi ed incidenti in cui molti giovani vengono coinvolti nella strada di ritorno a casa. E’ chiaro che la colpa di tutto ciò non è solo della musica, ma l’intenzione che una persona ha nei confronti della propria vita, anche senza percepirlo. Pertanto, non è solo una questione di semplice reazione a livello chimico, ma di qualcosa che è situato ad un livello più alto, quello spirituale.

 

Tuttavia, l’essere umano non è una vittima della musica che ascolta così come più in generale non è vittima dell’ambiente. Claudia Pacheco nel suo libro “Guarire con la Coscienza” a pagina 43 scrive quanto segue:

un’altra attitudine che scarica la secrezione ormonale è la ricerca di fantasie, sessuali o meno, ma comunque eccitanti”. 

Non è a caso infatti che la musica popolare moderna è piena di riferimenti alla violenza, al sesso e a tutti i tipi di fantasie, che si riferiscono al mondo sensoriale.

 Le persone avide che vogliono vivere la vita intensamente, ovvero in un modo teomaniaco, hanno un ritmo vitale accelerato, facendo tutto ciò che possono perrealizzare tutto ciò che c’è nella loro immaginazione. Le loro menti sono vere fabbriche di tutti i tipi di fantasia, che sfocia in una auto-stimolazione mentale e che causano anch’esse secrezioni ormonali”. 

Di conseguenza, possiamo dire che la scelta del tipo di musica è il risultato dell’attitudine generale della persona di fronte alla vita che dipende dal suo grado di inversione.

Possiamo affermare in conclusione che la musica è un potente mezzo di coscientizzazione, ma a seconda dell’uso può diventare un potente mezzo di manipolazione. La musica e l’arte in generale sono strumenti che portano gli esseri umani verso le loro origini, al loro essere interiore aiutandoli a percepire la scelta che hanno compiuto anche a livello spirituale. Un uso terapeutico della musica non può non prendere in considerazione la conoscenza della psicopatologia.

Come afferma Norberto Keppe nel suo libro “Terra, il pianeta delle illusioni”:

 

I grandi cambiamenti dell’umanità avverranno attraverso il contatto con la propria interiorità.